C’è un prima e un dopo nel cinema mondiale. E nel mezzo c’è Akira Kurosawa. Il regista giapponese non è stato solo uno dei grandi maestri del Novecento: è stato un ponte culturale tra Oriente e Occidente, un autore capace di trasformare storie profondamente giapponesi in opere universali. E lo ha fatto con una forza visiva e narrativa che ancora oggi influenza registi di tutto il mondo. Il cinema come epica umana Nato nel 1910 a Tokyo, Kurosawa iniziò la sua carriera negli anni Quaranta, in un Giappone segnato dalla guerra e dalla trasformazione sociale. Ma già nei suoi primi lavori emergeva una caratteristica distintiva: la capacità di raccontare l’essere umano nella sua complessità morale. Con Rashomon (1950), il suo nome esplode sulla scena internazionale. Il film, vincitore del Leone d’Oro a Venezia, introduce un’idea rivoluzionaria per il grande pubblico: la verità non è unica, ma dipende dallo sguardo di chi racconta. Un concetto narrativo che oggi diamo per scontato, ma c...
Marzo 2026 si preannuncia come un mese particolarmente ricco per il grande schermo, capace di unire blockbuster internazionali, cinema italiano, animazione per famiglie e attesi adattamenti letterari. Le sale si preparano a offrire un panorama variegato che accompagnerà il pubblico verso la primavera con titoli di forte richiamo e proposte più autoriali. Tra le uscite più attese spicca Project Hail Mary, kolossal fantascientifico con Ryan Gosling nei panni di un astronauta chiamato a salvare l’umanità in una missione disperata nello spazio profondo. Un film che promette spettacolarità visiva e tensione emotiva, destinato a diventare uno degli eventi cinematografici dell’anno. Grande curiosità anche per Peaky Blinders: The Immortal Man, capitolo conclusivo della saga dedicata a Tommy Shelby. Dopo il successo della serie televisiva, il passaggio al cinema punta a offrire un racconto ancora più epico e definitivo, tra atmosfere cupe e ambizioni criminali. Sul versante sentimentale a...